Quest'oggi,
comincio col fare un passo indietro e col concludere l'argomento di cui mi è tanto piaciuto parlare nei primi tre giorni di vita del mio blog.
Innanzitutto, grazie a Ninì per avermi riportato un esempio tratto dalla contemporaneità.
L'argomento per me era la MUSICA. Davo per assodato che negli anni non fossero cambiate né le sensazioni né le intensità delle emozioni
Davo altrettanto per scontato che non ci fosse una differenza di tipo sessuale nell'approccio, sia perchè ritengo che quando si parla di sofferenza le differenze si annullino e sia perchè il mio era un esperimento volto proprio a dimostrare la trasversalità del fenomeno (anzi se vogliamo proprio essere pignoli paradossalmente c'erano più video di uomini che parlavano di mal d'amore. Uno per tutti, l'ultimo, quello di Joe Cocker che parla di una donna da cui è stato ssedotto e abbanonato)
La tesi di partenza: Negli anni '70-'80 anche le canzoni il cui contenuto era l'amore ed in particolar modo la passione che generava sofferenza (era lì il paradosso) avevano un sound vivace e colorito. E l'evoluzione della tesi è stata l'attribuzione della causa al fatto che la MUSICA fosse, a differenza di oggi, un Divertissment nel senso letterale del termine, senza nessun giudizio di valore al riguardo.
Credo che la tesi a questo punto possa diventare un assioma, così come secondo me, è altrettanto vero che ai nostri tempi si tende ad essere più malinconici perchè la musica oggi (e parliamo di musica leggera non di generi "colti" e/o di nicchia) la usiamo per accarezzare il nostro stato d'animo. Ci piace la musica che parla di noi, nella quale ci rispecchiamo. E gli ultimi due commenti del blog ne sono la testimonianza.
A proposito della musica popolare, è vero che è impossibile confrontarla con qualunque altro genere musicale, ma fondamentalmente anche questo genere ha avuto come funzione quello di DIVERTIMENTO, tant'è che la gente cantava e ballava per allontanare il pensiero della guerra (come testimonia questo stralcio tratto da PIZZICATA di Winspear)
Per concludere "cazzutissime" (:-)) donne è indubbio che i tempi siano cambiati e che fortunatamente TUTTI siamo sempre più alla ricerca della felicità tanto da mettere sempre in discussione quanto raggiunto.
E visto che anche a me piace tantissimo Vinicio:
venerdì 21 novembre 2008
giovedì 20 novembre 2008
Buongiorno,
continuando sulla scia degli ultimi post, oggi diamo il buongiorno con un brano stupendo.
Sfido a trovare, nella musica contemporanea un pezzo altrettanto bello e con un contenuto così disperato.
lasciami andare bambina, libera il mio cuore, mi hai stregato e gettato via.. (per il testo e la traduzione: http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=4353)
Chi non ha provato queste sensazioni?
Lancio una provocazione: così come la musica popolare salentina, mi sembra che la musica degli anni 80 (questo pezzo è del 1987) britannica, fosse una specie di rito per esorcizzare il male. La pizzica, tra le tante interpretazioni, non ha forse quella di essere nata come rito per liberare la donna dal veleno messole in corpo dalla tarantola (che secondo la mitologia greca simboleggiava l'afflizione provocata dall'abbandono da parte di un uomo)?
Ascoltiamo e pensiamo
continuando sulla scia degli ultimi post, oggi diamo il buongiorno con un brano stupendo.
Sfido a trovare, nella musica contemporanea un pezzo altrettanto bello e con un contenuto così disperato.
lasciami andare bambina, libera il mio cuore, mi hai stregato e gettato via.. (per il testo e la traduzione: http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=4353)
Chi non ha provato queste sensazioni?
Lancio una provocazione: così come la musica popolare salentina, mi sembra che la musica degli anni 80 (questo pezzo è del 1987) britannica, fosse una specie di rito per esorcizzare il male. La pizzica, tra le tante interpretazioni, non ha forse quella di essere nata come rito per liberare la donna dal veleno messole in corpo dalla tarantola (che secondo la mitologia greca simboleggiava l'afflizione provocata dall'abbandono da parte di un uomo)?
Ascoltiamo e pensiamo
mercoledì 19 novembre 2008
Parlando sempre di stili (perchè è bello pensare che non ne esiste solo uno che qualcuno inventa per noi), quello che mi piace guardare ultimamente è un accostamento cromatico un po' azzardato: grigio e marrone.Mi piace moltissimo indossare un abitino grigio (possibilmente corto) accostato ad un paio di stivali marroni, magari con l'aggiunta di un accessorio bicolore (come la spilla!!).
L'abitino sotto è in vendita su yoox ed è veramente bello!!!

Qualcuno ieri, mi ha scritto una cosa molto interessante riporto integralmente:
Beh io ho confutato che un certo Tiziano Ferro ha scritto una canzone per una certa Giusy Ferreri, stesso tema, non amore disperato,ma sempre donna lasciata...però l'effetto è differente.
Le canzoni d'altri tempi sono tutta un'altra storia, come anche le storie d'amore!
Cosa ci stiamo dicendo? Che gli amori d'altri tempi erano meno complicati? Sicuramente in passato c'erano molte meno possibilità di divertimento (nel senso letterale del termine), molte meno tentazioni, molte meno libertà di movimento... Ma di base c'è l'essere umano quindi non erano diversi nè la forza dei sentimenti nè tantomeno l'intensità della sofferenza.
La musica è lo specchio del tempo e il tempo secondo me non è fatto di date ma di persone. In passato la gente ascoltava musica per evadere dalla quotidianità e quindi aveva bisogno che la musica fosse "leggera", felice o veemente.. Oggi noi donne (o meglio molte di noi) cerchiamo un rifugio nel quale continuare ad essere tristi (parliamo sempre di pene d'amor perdute). e' come se fosse una sorta di spleen, cioè di autocompiacimento della propria tristezza... Non è accettabile che uno balli mentre pensa che il tipo è con un'altra a spassarsela mente fino a qualche giorno prima le giurava amore eterno..
Sentite qua: VI SEMBRA UNA CHE SI DISPERA DISTESA SU UN LETTO? (PER IL TESTO E LA RISPETTIVA TRADUZIONE: http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=1242)
Beh io ho confutato che un certo Tiziano Ferro ha scritto una canzone per una certa Giusy Ferreri, stesso tema, non amore disperato,ma sempre donna lasciata...però l'effetto è differente.
Le canzoni d'altri tempi sono tutta un'altra storia, come anche le storie d'amore!
Cosa ci stiamo dicendo? Che gli amori d'altri tempi erano meno complicati? Sicuramente in passato c'erano molte meno possibilità di divertimento (nel senso letterale del termine), molte meno tentazioni, molte meno libertà di movimento... Ma di base c'è l'essere umano quindi non erano diversi nè la forza dei sentimenti nè tantomeno l'intensità della sofferenza.
La musica è lo specchio del tempo e il tempo secondo me non è fatto di date ma di persone. In passato la gente ascoltava musica per evadere dalla quotidianità e quindi aveva bisogno che la musica fosse "leggera", felice o veemente.. Oggi noi donne (o meglio molte di noi) cerchiamo un rifugio nel quale continuare ad essere tristi (parliamo sempre di pene d'amor perdute). e' come se fosse una sorta di spleen, cioè di autocompiacimento della propria tristezza... Non è accettabile che uno balli mentre pensa che il tipo è con un'altra a spassarsela mente fino a qualche giorno prima le giurava amore eterno..
Sentite qua: VI SEMBRA UNA CHE SI DISPERA DISTESA SU UN LETTO? (PER IL TESTO E LA RISPETTIVA TRADUZIONE: http://www.dartagnan.ch/article.php?sid=1242)
Buongiorno,
allora in questi giorni avevo elaborato una teoria a proposito del paradosso delle canzoni d'amore felici d'altri tempi..
Pensavo che solo gli inglesi fossero contenti quando venivano mollati o si innamoravano.
Ma ogni teoria è tale poichè deve essere confutata, e io l'ho confutata da me (della serie fatti una domanda, datti una risposta e vattene aff...)
Questa è del 1983 ed è... ITALIANA!!!!
allora in questi giorni avevo elaborato una teoria a proposito del paradosso delle canzoni d'amore felici d'altri tempi..
Pensavo che solo gli inglesi fossero contenti quando venivano mollati o si innamoravano.
Ma ogni teoria è tale poichè deve essere confutata, e io l'ho confutata da me (della serie fatti una domanda, datti una risposta e vattene aff...)
Questa è del 1983 ed è... ITALIANA!!!!
martedì 18 novembre 2008
ok.. è arrivato il momento di parlare di stile.Uno che a me piace particolarmente è quello gipsy.
A mio avviso questo look oltre ad essere adatto a tutti i tipi di personalità e soprattutto di taglia (oltre che di portafogli :-)), si presta bene ad essere reinterpretato e personalizzato.
Ad esempio, una cosa che ho provato a fare e devo dire con un discreto successo è: prendere una gonna lunga estiva e farla diventare un abito portandola su all'altezza del torace e fermando la vita con una cintura o un nastro colorato.
Per la schiena un coprispalle e ai piedi o delle semplicissime ballerine o se si vuole osare un po' calzettine monocolore e tacco (perfavore no a tacchi a spillo e punte)
Come chicca: il modello in lungo è Miss Sixty
Questo cappellino invece è promod e costa 14.95 € e secondo me è un accessorio che fa la differenza insieme ai manicotti...

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